Vittorio Levi

La gestione

La gestione ordinaria e straordinaria dei beni espropriati si componeva di rendicontazioni, inventari, spese di amministrazione, affitti, rimborsi, vertenze, assicurazioni. L’Istituto gestiva anche le eventuali assegnazioni decretate dalla Prefettura a favore di terzi, ad esempio alloggi assegnati a militari, mobili e masserizie distribuite agli sfollati. Il deposito che conservava quei beni che non venivano lasciati nelle case di appartenenza era nel grande edificio dell’Educatorio Duchessa Isabella, proprietà dell’Istituto, probabilmente negli stessi locali dove ora la Fondazione 1563 conserva le carte della memoria, insieme agli altri fondi dell’Archivio storico.

VITTORIO LEVI

Mario Levi all’inizio degli anni Trenta viveva in via Massena a Torino con il padre Vittorio e la madre Amalia, in una casa con un giardino, dove era stata scattata una fotografia dopo una riunione di famiglia. Nel 1939 invece, con la sua famiglia si imbarcava, sull’ultima nave in partenza da Le Havre, alla volta degli Stati Uniti d’America. Nel 1944 la sua casa d’infanzia era stata requisita e messa a disposizione del “Standort Kommandantur di Torino”; tra gli oggetti inventariati, collocati in cassoni di legno e trasportati nei locali dell’Educatorio, si trovano anche “78 fotografi e di soggetto familiare, montate in parte all’inglese in parte con cornice di legno” e un cavalletto per macchina fotografica, forse proprio quello utilizzato molti anni prima a immortalare la serenità di una famiglia torinese.