Ettore Ovazza

Nato a: Torino (TO) il 21 marzo 1892
Di: Ernesto e Celeste Malvano
Professione: banchiere
Arrestato a: Gressoney (Aosta) il 9 ottobre 1943
Morto a: Intra il 11 ottobre 1943

La ricerca documentaria, la selezione delle fonti, il racconto della Vita di Ettore Ovazza sono stati curati da Dario Taraborrelli, ricercatore incaricato dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

Il progetto è aperto al contributo degli utenti: chi fosse in possesso di informazioni, documenti, fotografie utili a raccontare la vita di Ettore Ovazza può scrivere a le-case-e-le-cose@fondazione1563.it

9 maggio 1944

Incarico di sottrarre da Villa Celeste tre volumi della Divina Commedia

Quando il 9 maggio 1944 viene dato l’incarico al rag. N.M.R. dell'Istituto di San Paolo di Torino di “sottrarre dall’immobile, allo scopo di portarli presso questa sede centrale i volumi dell’edizione Nattini della Divina Commedia e altri oggetti di particolare pregio presenti nella Villa” gli Ovazza erano ormai passati da essere un’importante famiglia della scena pubblica torinese a nemici interni dello Stato fascista. Gli immobili torinesi della famiglia erano già stati individuati e sequestrati, la banca di famiglia, Vitta Ovazza, forzatamente ceduta e i due fratelli Vittorio e Alfredo Ovazza si erano ormai rifugiati negli Stati Uniti e in Uruguay.
Ettore Ovazza è l’unico rimasto in Italia, con la moglie Nella e i figli Riccardo ed Elena, convinto che la sua vicinanza al fascismo lo avrebbe aiutato. Verranno tutti uccisi a Intra, vicino Verbania, dalle SS comandate da Gottfried Meir, l’11 ottobre del 1943.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio storico della Compagnia di San Paolo, III, Gestioni Egeli, 497

1930

Scene di vita familiare nelle riprese di Vittorio Ovazza

Tra il 1930 e il 1936 Vittorio, il minore dei tre fratelli Ovazza, riprende con la sua cinepresa a 16 mm volti e momenti della vita quotidiana della sua famiglia, di quella dei suoi fratelli e della comunità ebraica torinese.
Nelle immagini catturate dalla pellicola si vedono feste, gite, cerimonie e, più in generale, si può godere di uno spaccato della vita della borghesia torinese degli anni Trenta e riconoscere il pieno inserimento della comunità ebraica nel tessuto sociale della città.
I film rappresentano anche una straordinaria testimonianza dell'aspetto di Villa Celeste, la residenza della famiglia a Moncalieri, oggetto del sequestro da parte dell'Istituto di San Paolo dopo la redazione del verbale stilato dall'incaricato dell'ente con l'elenco di tutti i beni in essa contenuti.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio famiglia Ovazza, (Film and music by Vittorio Ovazza. Courtesy of the family estate. Digitization: Centro sperimentale di Cinematografia. Editing: Awen Films)

28 luglio 1934

"In quei tempi si badava più all’azione che al regolamento delle tessere": Ettore Ovazza chiede la retrodatazione della sua iscrizione al PNF

Ettore Ovazza risulta ufficialmente iscritto al PNF dal 15 marzo del 1923 e nel luglio del 1934 decide di scrivere al segretario provinciale del Fascio per richiedere la retrodatazione di tale iscrizione: “Ora, dopo quindici anni che ho l’onore di servire nei Fasci di combattimenti -scrive -, dato che è divenuto - a ragione - titolo d’onore, dopo le ultime iscrizioni al Partito, l’anzianità della tessera, mi permetto di esporle quanto segue...”.
Inizia poi ad elencare le ragioni per richiedere tale retrodatazione: la sua attività di militante fin dai primi anni Venti, l’essere decorato con la medaglia della marcia su Roma, la datazione della tessera dovuta “al fatto che in quei tempi si badava più all’azione che al regolamento delle tessere”, l’amicizia con Mario Gioda, uno dei fondatori dei Fasci torinesi.
La sua domanda viene respinta e la risposta gli viene recapitata il 10 agosto dello stesso anno. Successivamente alla sua espulsione dal partito in seguito all'emanazione delle leggi razziali viene avviata un’inchiesta sulla motivazione dell’assegnazione della medaglia per la marcia su Roma: si avanzano dubbi sulla sua reale partecipazione alla manifestazione.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Partito Nazionale Fascista (PNF) Federazione di Torino, F6694 (© Archivio di Stato di Torino. Tutti i diritti riservati)

1917

Ernesto, Ettore, Alfredo e Vittorio Ovazza in divisa

Ernesto Ovazza e i sui tre figli partecipano alla Prima guerra mondiale prestando servizio come ufficiali, il primo con il grado di colonnello e gli altri come ufficiali di complemento.
Ettore, in particolare, chiamato alle armi il 14 aprile del 1915, è nominato sottotenente del 125° Reggimento di artiglieria e combatte per quasi 18 mesi al fronte, ottenendo la Croce di guerra.
Nel giugno del 1918 viene chiamato nel comando supremo del generale Diaz con le funzioni di segretario dello Stato Maggiore.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio famiglia Ovazza

Documenti

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1941

Il fascicolo personale Ettore Ovazza nelle carte della Segreteria Particolare del Duce

“Avv. Ettore Ovazza Ebreo al 100%” scritto su di un piccolo biglietto e una copia del volume Sotto la maschera d’Israele di Gino Sottochiesa: questo racchiude il fascicolo personale di Ettore Ovazza conservato tra le carte della Segreteria particolare del Duce oggi all’Archivio centrale dello Stato.
Ettore Ovazza aveva aderito al fascismo fin dalla prima ora e aveva operato a lungo per elaborare una sintesi tra questo e la sua identità ebraica inserita nel contesto della nazione italiana. Ettore Ovazza incontra Mussolini due volte: nel 1929, quando gli consegna un volume sui combattenti di religione ebraica caduti durante la Prima guerra mondiale; e nel 1932, quando gli porta in dono una selezione di lettere che aveva ricevuto da Paolo Boselli durante il conflitto.
Fino al momento dell’arresto della famiglia nell'ottobre 1943, aveva creduto che la sua lealtà al fascismo avrebbe salvato loro la vita.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio centrale dello Stato, Segreteria particolare del duce, Carteggio riservato, Cat. 480/R, f. Ettore Ovazza © Archivio centrale dello Stato. Tutti i diritti riservati

ottobre 1938

Giorgio Ovazza abbandona il liceo Gioberti

In nipote di Ettore Ovazza, Giorgio "nasce il 17 novembre 1924 da Alfredo, avvocato e agente di cambio, e da Maria Momigliano. Abita in Piazza Carlo Emanuele III al civico n°1, nella zona del ghetto.
Giorgio frequenta il ginnasio al Gioberti a partire dall'anno scolastico 1934-35 e viene sempre promosso, fino al 1937-38 quando è respinto in IV ginnasio; il 27 febbraio 1939 denuncia la propria appartenenza alla razza ebraica e compare nell'elenco degli ebrei 'discriminati e discriminanti' per la Croce di guerra del padre Alfredo, conseguita nella Prima guerra mondiale.
Considerata la situazione creatasi nelle scuole con la promulgazione delle leggi razziali, decide di non ripetere la classe al Gioberti e termina gli studi ginnasiali a Ginevra, in Svizzera, da dove riesce ad avvertire la famiglia dell'imminente chiusura delle frontiere italiane e a permettere così la loro fuga in Uruguay".
Ettore Ovazza, zio di Giorgio, aveva frequentato il Liceo Gioberti nel 1910 e 1911.

Autore: A. Benenti - L. Zani

Fonte: Archivio storico del Liceo Gioberti di Torino

14 dicembre 1939

La chiusura della banca Vitta Ovazza

Fiore all’occhiello dell’attività imprenditoriale della famiglia Ovazza è la banca Vitta Ovazza, fondata nel 1866 dal nonno di Ettore, Rafael Vitta Ovazza, orgogliosamente registrata al conto n° 1 in Banca d’Italia.
Per quanto l’attività fosse florida e regolare, con l’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938 era iniziata un’operazione volta a esautorare la famiglia Ovazza dalla gestione dell’istituto che porta, nel dicembre del 1939, alla completa cessione dell’attività.
Come recita il verbale della banca datato 14 dicembre 1939 “Con recenti deliberazioni approvate dall’ispettorato per la difesa del risparmio e per l’esercizio del credito la banca Vitta Ovazza & C si è trasformata in società anonima con ragione sociale Banca Torinese S.A. [...] In conseguenza delle dimissioni dei signori Avv. Comm. Ettore Ovazza e Cav. Uff. Vittorio Ovazza, i quali hanno deciso di cessare dall’attività bancaria scrupolosamente esercitata per molti anni, l’assemblea degli azionisti della banca ha proceduto alla nomina dell’intero consiglio di amministrazione”.
Nel 1981, Alfredo Ovazza aggiungerà di proprio pugno al documento: “La verità è questa. Le indegne decisioni del regime fascista contro gli ebrei ci obbligarono a chiudere la banca. Ottenemmo di poterla trasformare con l’appoggio della direzione generale della Banca d’Italia. [...] Ci fu possibile attuare questo cambio perché furono sempre apprezzate la nostra correttezza ed onestà. Firmo da solo questa nota con dolore ed orgoglio, perché i miei fratelli Ettore e Vittorio, che sempre con me vissero bene, non ci sono più”.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio famiglia Ovazza

10 luglio 1941

Ettore Ovazza chiede l’autorizzazione per andare in villeggiatura a Rapallo

Con una comunicazione della Prefettura di Torino al Ministero degli Interni viene richiesto un parere sulla richiesta di Ettore Ovazza di essere autorizzato a portare la famiglia in villeggiatura a Rapallo “essendo bisognevoli di cure marine”.
Nella comunicazione si fa riferimento alla circolare 41050 del 6 giugno 1941 che esclude gli ebrei dalle località turistiche di lusso ma anche che Ettore Ovazza è “ebreo discriminato” e l’intera famiglia di regolare condotta morale.
La risposta del ministero arriva il 25 luglio “pregasi comunicare all’ebreo in oggetto che non, ripetesi non, può essere autorizzato a recarsi a Rapallo trattandosi di località marina di lusso. Il predetto potrà scegliere un’altra spiaggia non di lusso”.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Dir.Gen. Pubblica sicurezza, Div. Gen. Affari generali e riservati, cat.A1 1941, 86, Ovazza Ettore © Archivio centrale dello Stato. Tutti i diritti riservati

19 dicembre 1949

Fascicolo del Giudice Istruttore del Tribunale Militare di Torino sull’uccisione della famiglia Ovazza

Le violenze contro la popolazione ebraica si fanno sempre più frequenti, ma Ettore Ovazza decide di abbandonare Torino solo nell’autunno del 1943. Insieme alla moglie Nella Sacerdote e i figli Riccardo ed Elena di 20 e 14 anni si rifugia in Valle d’Aosta, a Gressoney-Saint-Jean, nella speranza di fuggire in Svizzera.
Dapprima tentano di far espatriare Riccardo, affidandogli una parte dei beni che hanno portato con sé, in direzione del Canton Ticino.
Riccardo Ovazza viene arrestato dalla polizia di confine e rimandato in Italia; tra il 5 e l’8 ottobre viene consegnato alle SS del Obersturmführer Gottfried Meir che lo conducono a Intra dove viene torturato, ucciso e il suo corpo bruciato nella stufa della scuola locale il 9 ottobre 1943. Venute a conoscenza della presenza del resto della famiglia Ovazza, le SS raggiungono Gressoney dove arrestano Ettore, Nella ed Elena.
La notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1943 i tre vengono assassinati e i loro corpi bruciati nella stessa stufa delle scuole di Intra.
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Vittorio Ovazza incaricherà l’avvocato di famiglia, Riccardo Gallo, di raccogliere informazioni in tutta Europa alla ricerca degli autori della strage.
Un primo processo contro Gottfried Meir, condotto dal Tribunale di Graz nel 1954 porterà al suo proscioglimento, mentre il Tribunale militare di Torino lo condannerà in contumacia all’ergastolo nel 1955 riconoscendolo colpevole per la strage di Intra.
L’Austria non concederà mai l’estradizione di Meir in Italia. Gottfried Meir morirà nella sua casa in Carinzia nel maggio del 1970.

Autore: Dario Taraborrelli

Fonte: Archivio famiglia Ovazza

Documenti

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Bibliografia

Non dimenticare. Le conseguenze delle leggi razziali del 1938 al liceo Gioberti, Liceo Gioberti di Torino, 2018
Paola Lazzarotto, Sembra facile chiamarsi Ovazza: storia di una famiglia ebraica nel racconto dei protagonisti, Edizioni biografiche, Milano, 2009
Massimo Novelli, Questi ebrei non hanno più bisogno di ombrello, in "la Repubblica", 25 aprile 2007

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