KL AUSCHWITZ

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Il campo di concentramento di Auschwitz fu fondato nella primavera del 1940 in seguito all’occupazione della Polonia, iniziata il 1° settembre 1939. Nato come Konzentrationslager (KL) per prigionieri polacchi, si trasformò negli anni successivi nel più grande centro di sterminio di massa.

Genesi

Nell’aprile del 1940, apposite commissioni volute da Heinrich Himmler furono incaricate di individuare il luogo adatto per concentrare gli avversari politici delle zone polacche occupate e la scelta cadde su una caserma nei pressi di Oświęcim – luogo che i tedeschi chiamarono Auschwitz, (a 90 km da Cracovia e a 30 km a sud di Katowice) – poiché il luogo aveva il vantaggio di essere a ridosso di un nodo ferroviario e di essere facilmente isolabile dall’esterno. Si diede il via alla costruzione del campo aggiungendo un piano agli edifici già esistenti e costruendone dei nuovi.

Il KL Auschwitz nacque con il fine di introdurre nell’Europa orientale il cosiddetto “ordine nuovo” nazista che si prefiggeva di sottomettere e annientare i popoli assoggettati e di germanizzare le zone occupate. Il primo folto gruppo di prigionieri era infatti costituito da rappresentanti dell’intellighenzia, della resistenza e della politica polacche. Nel corso del 1941, contravvenendo alle regole del diritto internazionale, furono internati prigionieri di guerra, soprattutto sovietici.

Comandante del campo, fino al novembre 1943, fu l’SS Rudolf Höss, poi sostituito nel momento in cui Auschwitz venne definitivamente suddiviso nei tre Lager principali, il KL Auschwitz I, il KL Auschwitz II-Birkenau, il KL Auschwitz III-Monowitz, da cui dipendevano circa quaranta sottocampi, più o meno lontani dall’area principale.

KL Auschwitz I

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KL Auschwitz II Birkenau

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KL Auschwitz III-Monowitz

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Lo stabilimento della IG Farben e la fabbrica della Buna

Nel periodo della sua esistenza (giugno 1940-gennaio 1945) si alternarono nel complesso di Auschwitz 8.000 soldati delle SS con diverse funzioni di comando e di esecuzione dello sterminio. Uomini addestrati al totale disprezzo delle razze considerate inferiori, veri “ministri di morte”, come scriveva Primo Levi,

non superuomini ligi al loro giuramento di fedeltà e neppure belve in uniforme, ma squallidi individui insensibili e corrotti che preferivano di gran lunga la sorveglianza nei Lager alla «gloria» della battaglia, che badavano ad arricchirsi rubacchiando dai magazzini, e svolgevano il loro abominevole mestiere più con ottusa indifferenza che con convinzione o compiacimento.
Primo Levi, prefazione in: Hermann Langbein, Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio nazista, Mursia, Milano 1984, p. 6

CREDITI

Selezione delle fonti e stesura del testo a cura di Antonella Filippi; fotografie di Lino Ferracin e Antonella Filippi.

FONTI

La bibliografia sui campi di concentramento e di sterminio, in particolare su KL Auschwitz, è molto vasta; di seguito si fornisce un elenco dei volumi consultati per la stesura del testo.

AA.VV., Auschwitz. Il campo nazista della morte, Edizioni del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, 1997

Danuta Czech, Kalendarium: gli avvenimenti nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, 1939-1945, Mimesis, Milano 2006

Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d’Europa, Einaudi, Torino 1999

Hermann Langbein, Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio nazista, Mursia, Milano 1984

Primo Levi, Leonardo De Benedetti, Così fu Auschwitz.Testimonianze 1945-1986, Einaudi, Torino 2015

Sybille Steinbacher, Auschwitz. La città, il lager, Einaudi, Torino 2005

Shlomo Venezia, Sonderkommando Auschwitz, Rizzoli, Milano 2007

Sitografia

ANED-Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, http://www.deportati.it/, consultato il 19 dicembre 2019 ( archiviato 15 settembre 2019).

Museo Nazionale di Auschwitz-Birkenau, http://auschwitz.org/en/more/italian/, consultato il 28 novembre 2019 ( archiviato 22 maggio 2019), versione in lingua italiana.

Museo Nazionale di Auschwitz-Birkenau, http://www.auschwitz.org/, consultato il 24 gennaio 2020 ( archiviato 15 gennaio 2020), versione integrare, in lingua inglese/polacca.

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